FIDAPA BPW-Italy sezione di Casarano presenta il libro di Marisa Portaccio Grimaldi

FIDAPA BPW-Italy sezione di Casarano presenta il libro di Marisa Portaccio Grimaldi

A Casarano, giovedì 14 novembre, un pomeriggio ad alto tasso di emozioni, organizzato da FIDAPA BPW Italy sezione di Casarano, dove la poesia diventa uno strumento per contrastare la violenza di genere. Alle 18 infatti, presso il Sedile Comunale in piazza San Giovanni a Casarano, dopo i saluti del sindaco Gianni Stefano e l’introduzione della Presidente FIDAPA BPW-Italy sezione di Casarano Antonella Pappadà, ci sarà un incontro con la socia Marisa Portaccio Grimaldi, nata a Taviano, ma da anni trapiantata a Modena, dove ha svolto con intensità l’attività di docente e scrittrice, che ritorna alla scrittura attraverso i liberi versi.  A presentare il suo libro di poesie “Quei ricordi del futuro” e a dialogare con la poetessa ci sarà la professoressa Rita Augusta Primiceri, Dirigente del Polo III “Galileo Galilei” di Casarano e socia FIDAPA, mentre la lettura di alcuni versi è affidata alla socia Manuela Trianni e gli intermezzi musicali con l’originale strumento handpan a cura di Shangyal. “Quei ricordi del futuro” è una raccolta di 90 liriche, che ruotano intorno alla sfera emotiva della memoria, esplorata dalla declinazione più intima e familiare fino a quella storica dell’oggi e a quella cosmica dei valori dell’esistenza umana. Partire da ciò che si è stati per comprendere meglio ciò che si è e si sarà nel futuro.

L’intento di FIDAPA BPW-Italy sezione di Casarano è quello di trasmettere messaggi e far riflettere sui temi di grande attualità, come il valore della solidarietà, dell’amicizia, della pace, ma anche temi dolorosi come la violazione dei diritti umani e la violenza di genere, quei soprusi, ricatti e maltrattamenti a cui molte donne sono sottoposte e la loro rinascita. Significative in questo senso sono le poesie “Io sono Margherita” e ” Prima la donna“, dove emerge chiaro il tema della violenza, della sottomissione della donna all’uomo e della conseguente emancipazione, indipendenza e conquistata autonomia. “Ed ecco che la forza della poesia può contrastare e vincere la violenza nei confronti delle donne – sostiene l’avvocato Antonella Pappadà –  Per questo abbiamo scelto di affidarci alla poesia per trattare questo tema. Per combattere efficacemente la violenza di genere è necessario mobilitare, soprattutto le forze della cultura, ma anche la scuola, la società civile, la cittadinanza tutta. Il rispetto fra i generi è fondamentale. A pochi mesi dall’entrata in vigore del Codice Rosso, la violenza nei confronti delle donne non è un problema che si risolve mettendo tutti in carcere, ma per l’incolumità delle vittime questo serve. La soluzione non è nemmeno solo nell’aula di giustizia, è una questione culturale e di competenza generale, del Magistrato come della Polizia. La velocità della procedura e la tutela delle donne sono due cose diverse. È necessario poter incrementare il personale e fare corsi specifici di formazione“. Le leggi, per quanto efficaci, non bastano a combattere la violenza, né il suo moltiplicarsi. La crescita della consapevolezza, del rispetto, della comprensione e della reciproca gentilezza sono dunque efficaci a rendere incisiva ogni azione.

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