I motti salentini diventano borse ed accessori

I motti salentini diventano borse ed accessori

Antichi motti diventano borse, dal Salento un modo nuovo di promuovere il territorio, che enfatizza una caratteristica insolita la lingua, ma soprattutto un modo di pensare.

Il Tacco d’Italia è un luogo speciale che rimane nel cuore per il mare, l’arte, il buon cibo e molto spesso, anche, per il modo di parlare. Chiunque abbia trascorso qualche giorno di vacanza o di lavoro a contatto con i salentini, dopo una breve chiacchierata, sarà rimasto affascinato dall’inflessione, dall’accento particolare, complici quelle brevi esclamazioni che racchiudono un intero concetto.

“Mo’ vediamo”, “Tante belle cose”, “Allora si”, “Potrebbe”, “Senza meno” sono alcune delle espressioni tipiche del parlato salentino cucite su delle borse di tela realizzate a mano da artigiane salentine. Modi di dire che Giusi Portaluri, una salentina doc, presidente dell’Accademia dei volenterosi, ha voluto imprimere su delle borse, per farle viaggiare al di là dei confini territoriali.

Frasi possibiliste che trasmettono un messaggio, espressioni estrapolate dai discorsi e dal modo di parlare dei salentini, che permettono di carpirne lo stato d’animo e l’atteggiamento con il quale si approcciano alla vita.

Una linea di accessori, registrata “Donna Giusi”, che parla del carattere degli abitanti di questa terra baciata e bruciata dal sole. Un marchio creato dalla magliese Giusi Portaluri che ha pensato ad un vero e proprio brand.

Produzioni realizzate a mano da artigiani del luogo che invitano a riflettere sul valore del manufatto e sull’esigenza di ritornare alle proprie radici, per riappropriarsi, in un mondo sempre più globale e superficiale, della propria identità culturale.

Un’idea per far rivivere e conoscere un idioma che tra inglesismi, parole contratte e straniere rischia di essere dimenticato anche dalle nuove generazioni.

Un progetto dell’Accademia dei volenterosi, per promuovere la creatività salentina attraverso un’attività di fund raising a favore di nuovi progetti ed iniziative della stessa associazione.

Borse, che da un piccolo centro del Salento attraversano le diverse città italiane, indossate anche oltre confine, Spagna, Kenya, New York, Giappone. Grazie ai social ormai è nata una moda comprarle e farsi fotografare, in luoghi sempre nuovi o insoliti, con indosso le varie sacche, pochette o tracolle, un piccolo vezzo che Giusi condivide nella pagina facebook “Borse donna Giusi”.

L’idea di dirlo in salentino, nata nell’estate del 2016, piace molto, un souvenir insolito che promuove le tradizioni e la creatività salentina. Molti i testimonial fotografati con indosso una Borsa Donna Giusi: Nicola Lagioia vincitore del premio Strega nel 2015, il filosofo Diego Fusaro e poi numerosi giornalisti tra cui Mario Desiati e personaggi del mondo dell’arte e della politica nazionale.

Le borse Donna Giusi hanno modi di dire per tutti i gusti e motti per ogni situazione, ognuno può scegliere quello più affine alla propria personalità o che meglio la rappresenta, dai più possibilisti “Allora si”, “Tante belle cose”, “Quand’anche”, al più richiesto e rappresentativo “Mo vediamo”. Le parole su tela create per il 2018, sono “Mena mè”, “Stammi Bene” e “Sto andando” delle esortazioni che indicano il tempo, un augurio o un saluto, usati in svariati momenti e situazioni.

A breve saranno sul mercato anche bracciali creati, cappellini e collane ad edizione limitata, con i caratteristici motti salentini.

Le borse si possono acquistare online tramite la Pagina Facebook ed Instagram “Donna Giusy”. In questi giorni, nel Salento, e per un breve periodo, si possono acquistare nello store di Candido 1859 a Maglie.

Carla Falcone

Giornalista e copywriter freelance, consulente per alcune aziende.

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