Dal 5 all’11 aprile – il viaggio di Astragali Teatro approda a Tunisi

Dal 5 all’11 aprile – il viaggio di Astragali Teatro approda a Tunisi

Grazie all‘Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, il lungo viaggio artistico di Astràgali Teatro approda nella capitale del paese nordafricano. Da giovedì 5 a mercoledì 11 aprile, la compagnia salentina sarà protagonista di una serie di appuntamenti legati a “Metamorfosi – Donne che resistono alla violenza degli dei“, spettacolo ispirato al poema di Ovidio, scritto e diretto da Fabio Tolledi. Il progetto – sostenuto e promosso dall’Istituto Italiano di Cultura, realizzato assieme al Centro Italiano dell’International Theatre Institute e ad Astràgali Teatro, in collaborazione con le associazioni tunisine Aykart e A.T.E.P. e con l’Istituto Superiore di Arti Drammatiche di Tunisi – rientra nelle celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro che si tiene ogni anno il 27 marzo.

Dal 5 al 10 aprile l’Istituto Superiore di Arti Drammatiche (ISAD) ospiterà un laboratorio teatrale – condotto da Fabio Tolledi (direttore Artistico di Astràgali Teatro e Presidente del Centro Italiano e Vice-Presidente mondiale dell’Iti-Unesco) e dalle attrici Roberta Quarta e Simonetta Rotundo (guide di lavoro di Astràgali) – riservato a giovani attori e attrici tunisini che si concluderà (martedì 10 aprile alle 18) con la messa in scena dello spettacolo. Il laboratorio parte dal lavoro sul patrimonio letterario delle ‘Metamorfosi’ di Ovidio per interrogarsi su un presente segnato da tensioni e conflitti. Attraverso alcuni miti descritti nelle ‘Metamorfosi’ si raccontano storie di donne e uomini, storie che vengono ri-adattate al contesto attuale per affrontare alcune tra le questioni più urgenti della società contemporanea come il multiculturalismo, le migrazioni, la parità di genere.

Mercoledì 11 aprile dalle 18, infine, all’Istituto Italiano di Cultura si terrà un incontro aperto dalla direttrice Maria Vittoria Longhi e da Fabio Tolledi con Rachida Triki (docente dell’Università di Tunisi e Presidente di A.T.E.P.), Adel Bouallègue (Docente dell’ISAD e Presidente di Aykart), Hichem Ben Issa (Direttore ISAD), Basma Ferchichi (Docente ISAD), Anouer Trabelsi (docente ISAD), Moez Mrabet (docente ISAD e direttore Centro Culturale Internazionale di Hammamet e Direttore del Festival Internazionale di Hammamet). Nel corso della serata si alterneranno letture di testi di autori italiani (a cura delle attrici Roberta Quarta e Simonetta Rotundo) e tunisini e di due messaggi della Giornata Mondiale del Teatro (il messaggio di Simon McBurney per l’Europa e Maya Zbib per i paesi arabi). Ogni anno, nei teatri e nelle realtà culturali che sostengono e aderiscono all’iniziativa, risuona infatti un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del Teatro e della Cultura della Pace. Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, Isabelle Huppert, quest’anno, per celebrare i 70 anni dell’ITI – Unesco, il messaggio è stato affidato a cinque personalità. Oltre al britannico Simon Mc Burney e alla libanese Maya Zbib, gli altri messaggi sono della messicana Sabina Berman, dell’ivoriana Were Were Liking e dell’indiano Ram Gopal Bajaj.

“Il Mediterraneo è composto da molte culture e intorno a noi cresce la necessità di tornare a raccontare le storie che per secoli ci hanno dato il senso della vita, nonostante il mondo sembri essere bloccato in un orizzonte di guerra”, sottolinea Fabio Tolledi. “Si alzano muri. Per separare, per dividere, per bloccare, per generare un dentro e un fuori. Muri visibili, che rifiutano lo straniero, l’altro, i molti migranti in fuga dalla guerra e dalla miseria. Il Mediterraneo ci unisce e ci divide. La presenza femminile è una forte resistenza, in opposizione alle dinamiche del conflitto, della guerra, della discriminazione. Voci di donne che cantano la vita e la sua metamorfosi, esprimendo la necessità di solidarietà e di vicinanza, le voci in contrappunto, per il rifiuto del conflitto, con i suoni delle loro lingue, delle loro storie che si intrecciano”.

Carla Falcone

Giornalista e copywriter freelance, consulente per alcune aziende.

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