Terzo appuntamento di MITIKA

Terzo appuntamento di MITIKA

Menone_EneaProsegue la rassegna MITIKA teatro e mito nella contemporaneità diretta da Carla Guido nell’ambito del programma di Lecce capitale italiana della cultura 2015 ad opera dell’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione culturale Aletheia teatro.

 

Il terzo appuntamento di giovedì 3 settembre alle 21,15 “I NUMERI DELL’ANIMA” è dedicato al filosofo Greco Platone il cui copolavoro filosofico “Menone” diventa un dialogo iniziatico sulla virtù e dimostrazione dell’immortalità dell’anima, viene messo in scena dalla Compagnia del Sole con  adattamento e regia di Flavio Albanese con gli attori Flavio Albanese, Loris Leoci, Roberto De Chirico, impianto scenico e costumi di Marinella Anaclerio

Fortemente ironico e brillante, come Platone lo vorrebbe, lo spettacolo è un agile ed efficace versione “jazz” di questo suo celebre dialogo. E’ una performance ricca di colpi di scena, spunti comici ed improvvisazioni con il pubblico, una lezione estemporanea che restituisce carattere popolare a questioni filosofiche senza tempo, rispettandone fedelmente e con rigore, la lettera originaria. Il tema dell’insegnamento e quello del rapporto maestro- discepolo nella trasmissione del sapere e della virtù, sono il filo portante del dialogo, che affronta e dimostra l’immortalità dell’anima. Il tutto con un rimando sempre attuale e pungente alla nostra attualità politica e sociale. “.Questo, pero’, posso dire sul conto di tutti quelli che hanno scritto o scriveranno e che affermano di sapere le cose di cui mi do pensiero: non è possibile, a mio parere, che costoro abbiano capito alcunché di questo oggetto, su queste cose non c’è un mio scritto, ne’ci sarà mai. “

Menone, giovane discepolo del sofista Gorgia, incontra Socrate a casa del suo ospite Anito e lo interroga su un tema alto: La Virtù può essere insegnata?. Il Non-Sapere socratico trasforma la schermaglia retorica, in una profonda riflessione dialettica. Lungo il loro Discorso, Socrate e Menone incontrano altri due personaggi: Lo Schiavo e Anito. Con il primo Platone dimostra l’immortalità dell’anima e attraverso Anito, che è storicamente il giovane politico reazionario accusatore di Socrate, dimostra che la Virtù politica è apparente…”poiché i politici, quando agiscono in modo virtuoso, non lo fanno per conoscenza ma per sorte divinaal pari degli indovini“.

“In effetti, la conoscenza di tali verità non è affatto comunicabile come le altre conoscenze, ma, dopo molte discussioni fatte su questi temi, e dopo una comunanza di vita, improvvisamente, come luce che si accende dallo scoccare di una scintilla, essa nasce dall’anima e da se stessa si alimenta…”

 

Biglietti: 6 euro

Prevendita c/o Castello Carlo V

Tel. 0832.246517

Carla Falcone

Giornalista e copywriter freelance, consulente per alcune aziende.

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