Athina Cenci a Platea d'estate

Athina Cenci a Platea d'estate

  

L’ultimo appuntamento “fuori programma” di Platea d’Estate e dintorni, iniziativa promossa dall’assessore alla cultura Silvia Romano, vede poi protagonista il 29 agosto il grande ritorno sulle scene di una grande protagonista delo spettacolo italiano, Athina Cenci dopo quindici anni di forzata inattività, con la messa in scena della piece teatrale “Ciao, Amore…”, tratta dai testi di Jean Cocteau, Franca Valeri e Aldo Nicolaj, con coprotagoniste Alessandra Merico e Barbara Cerrato, con l’adattamento e regia di Marco Grisafi e le musiche di Maurizio Mastrini e con Francesca Russo, Paride Caricato, Sara Parrotto, Fatima Milone, Luca Fracasso, Antonio Nicoletti e i ballerini professionisti della Victory dance di Eleonora Vinci. 

Due David di Donatello con i film “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli e “Compagni di scuola” di Carlo Verdone ritorna, dopo quindici anni di forzata inattività, una grande protagonista dello spettacolo Italiano: Athina Cenci. Era il settembre 2001 quando veniva colpita da una grave forma di emorragia cerebrale che, fra le altre conseguenze, le impediva completamente l’uso della parola e ciò sino a pochi mesi fa. Un’innovativa terapia le ha permesso di riacquistare la possibilità di linguaggio e per la prima volta torna a calcare le scene insieme a due giovani attrici emergenti del teatro italiano: Alessandra Merico e Barbara Cerrato. Lo spettacolo, realizzato dall’Associazione culturale ArteinParabita costituisce l’epilogo, fuori programma, di Platea d’estate e… dintorni, organizzata da diversi anni dal Comune di Tuglie nella stupenda cornice di Piazza Garibaldi, alle ore 21 di sabato 29 agosto 2015.

 

La pièce teatrale percorre le storie di tre donne molto differenti tra loro, non solo per la provenienza geografica ma anche per l’estrazione sociale e per percorsi di vita differenti. Ma, nonostante questo, le tre, sono accomunate da vicissitudini sentimentali un po’ fuori dal comune. E’ l’amore infatti a collegare le differenti voci attraverso momenti brillanti e divertenti ma anche passionali e drammatici. Vengono così a susseguirsi nella pièce Marcella, donna del nord, radical chic, che seleziona gli uomini in base alla loro provenienza sociale, Giacinta, una verace donna partenopea che invece utilizza l’amore come ascensore sociale, senza farsi scrupoli di sorta, e, in ultimo, nel dramma liberamente tratto da “La voce umana” di Cocteau le diverse voci femminili in scena si uniscono per amplificare la sofferenza di un amore giunto al capolinea. Oltre alla parola, ad incarnare i diversi aspetti del legame amoroso, anche la danza avrà un ruolo fondamentale. Alcuni momenti coreografici infatti si intrecceranno alla prosa per così che i movimenti del corpo diventino un tutt’uno con quelli dell’anima.

Carla Falcone

Giornalista e copywriter freelance, consulente per alcune aziende.

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