Baxta Festival a Poggiardo

Baxta Festival a Poggiardo

6X3 BAXTAmercoledì 26 agosto 2015
Centro Diaghilev Poggiardo
IL RACCONTO DI ENEA
dall’Eneide di Virgilio
con Paolo Panaro

Se si sceglie di lavorare sull’Eneide, opera scritta in una lingua morta da un poeta lontanissimo nel tempo, non lo si fa solo per un interesse nei confronti del passato o per amore verso la preziosa bellezza della poesia antica, ma, soprattutto, perché questo poema racconta, con straordinarie parole e sorprendenti architetture narrative, la storia di un uomo. Enea, dopo aver subìto un grave danno, tenta disperatamente di rifarsi un’esistenza intraprendendo un viaggio per un altrove incerto, ostile, abitato da uomini, dèi e destini diversi. Lo spettacolo, in una versione in endecasillabi del testo (ispirata alle traduzioni di Cetrangolo, Canali, Calzecchi Onesti, Vivaldi e Annibal Caro) e attraverso la tecnica teatrale della narrazione scenica, cerca di stabilire un contatto diretto e attuale con la vicenda umana di Enea, con l’infelice Didone, con il rassegnato Anchise, con i sentimenti assoluti che pervadono i versi di Virgilio e che parlano della vita dell’uomo di ogni tempo: l’odio, l’amore, i legami familiari, il senso di appartenenza a una patria.

 

venerdì 28 agosto 2015
Teatro Belli
IL SOGNO DI IPAZIA
con Francesca Bianco

di Massimo Vincenzi
Voce Fuori Campo Stefano Molinari
Musiche Francesco Verdinelli
Regia Carlo Emilio Lerici

 

“Immaginate un tempo quando il più importante matematico e astronomo vivente era una donna. Immaginate che abbia vissuto in una città così turbolenta e problematica come sono oggi Beirut o Baghdad. Immaginate che questa donna abbia raggiunto la fama non solo nel suo campo, ma anche come filosofo e pensatore religioso, capace di attrarre un largo numero di seguaci.
Immaginatela come una vergine martire ma non per la sua Cristianità, ma da parte dei Cristiani perché non era una di loro.
E immaginate che il colpevole della sua morte sia stato accolto tra i santi più onorati e significativi della Cristianità.
Non avremmo dovuto sentirne parlare?
La sua vita non avrebbe dovuto essere nota a tutti?
Avrebbe dovuto essere così, ma così non è stato.”

 

 

lunedì 31 agosto 2015
L’UOMO CHE GUARDAVA IL MARE
tributo a Gino Pisanò
ingresso gratuito

 

 

mercoledì 2 settembre 2015
Compagnia Salvatore Della Villa
CALIGOLA
di Albert Camus

con Salvatore Della Villa, Carla De Girolamo, Alessio Caruso, Maria Margherita Manco, Lele D. Stifler, Andrea Simonetti
Piergiorgio Martena, Angelo Longo, Domenico Carusi, Dante Lombardo, Alessandro Zezza, Carmine De Giorgi
e con Debora Celentano, Emanuela Orru, Laura Joana Mihai, Musiche originali e sonorizzazione Gianluigi Antonaci
Movimenti coreografici Enza Curto – Visual Designer Hermes Mangialardo
Video di scena David Melani Giuseppe Pezzulla – Scenografo costruttore Piero Cafiero
Costumi Elena Cretì Claudia Cenere – Realizzazione costumi Staff Degas
Tecnica Delta Service – Graphic designer Linda Rizzo
Addetta stampa Leda Cesari – Consulenza artistica Gianfranco Protopapa
Organizzazione Sara Perrone
Adattamento e Regia Salvatore Della Villa

 

Caligola è la tragedia dell’uomo che si ripete nel tempo. Nulla poteva avere più senso dopo la morte di Drusilla, sorella e amante, dopo l’abbandono prematuro della sua amata, grazie alla quale poteva sottrarsi ‘ai clamori del mondo e all’infernale tormento dell’odio’.Tutto ciò che gli resta adesso è il futile potere che segnerà il suo destino. Conosce così il sentimento dell’orrore e dell’inerzia di vivere. E della spietatezza. Caligola è l’uomo allo specchio, spogliato di tutti i valori, in contrasto con la sua stessa vita. Supera i limiti di se stesso per ricercare il senso della sua esistenza. Consapevole d’esser colpevole, consapevole di quel disprezzo con cui ha alimentato il suo governo, organizza e attua lo spettacolo vivente delle sue pene amare.

 

 

giovedì 3 settembre 2015
Ass. Cul. XENIA
VERSUS DANTE
Discesa nella Commedia dantesca
con Alessio Caruso

e con Agnese Ciaffei, Federica Di Marco, Angelo Galdi, Eleonora Lausdei
Luci Stefano Stacchini
Costumi Capannone Molière, Musiche e Regia Paolo Pasquini

 

Una Commedia rovesciata. Un viaggio in cui il Paradiso è l’Eden perduto e la selva, di contro, l’unico approdo possibile: terra oscura e senza diritte vie. Desolata, forse. Ma vera. Reale. Immanente. Un viaggio a ritroso, dunque, lungo dieci canti – tre dal Paradiso, tre dal Purgatorio, tre dall’Inferno più un epilogo – sostenuti da musiche originali del regista e autore Paolo Pasquini. Interprete è Alessio Caruso, nel mezzo di un cammino che riattraversa canti celebri come quelli di Francesca, di Casella o di Beatrice, nell’ottavo cielo, e al contempo dà voce alle domande radicali poste a Dio dall’invettiva di San Pietro, dall’apostrofe all’Italia e da Capaneo, dannato fra i bestemmiatori. Un percorso umano ritagliato dentro il poema divino. A volte, anche, contro il poema divino. Dunque: contro Dante. Dunque: versus Dante.

 

domenica 6, lunedì 7 e martedì 8 settembre 2015
Le Terre di Mezzo – workshop teatrale
I BARBARI – Il racconto dello straniero
regia Gianpiero Borgia
in collaborazione con Fabrizio Sinisi

 

LE TERRE DI MEZZO
Le Terre di Mezzo è un workshop teatrale condotto da Gianpiero Borgia in collaborazione con Fabrizio Sinisi, Salvatore Della Villa e Elena Cotugno, aperto ad attori, danzatori, registi, musicisti, drammaturghi e scrittori e incentrato sul concetto di “Confine e periferia nel mondo antico”.

 

UN LABORATORIO CREATIVO SUL CONFINE
Fra le molte popolazioni che composero la civiltà romana, i Messapi fu non solo una delle più antiche, ma anche di quelle che più di altre mantennero la propria autonomia culturale. La Messapia – che significa letteralmente “terra fra due mari” – è oggi la possibilità di un lavoro che metta al centro il concetto di periferia, di estraneità: di un’estraneità che costituisce una strada alternativa, unica e particolare, per arrivare al centro, e saperlo interpretare. Il centro è la contemporaneità, e l’estraneità è quella del territorio messapico, la cui forte alterità rispetto al “canone” nazionale costituisce una fecondissima strada di lavoro.
Si costituirà perciò un percorso creativo che abbia come suo centro il tema della “estraneità e periferia nel mondo antico”. Dai Persiani ai Centauri fino alle Baccanti, il mito greco offre moltissimi spunti di approfondimento sul tema. Ma soprattutto Medea, simbolo del mondo “barbaro” – ovvero di tutto ciò che non è integrato nel sistema – sarà il filo conduttore del percorso: fino ai temi di “estraneità” più vicini al presente, come la tragica emergenza dei migranti.

 

 

BIGLIETTI: Posto Unico non numerato € 10,00
I biglietti possono essere prenotati telefonicamente e acquistati presso SS. Stefani prima dello spettacolo
Apertura Botteghino ore 19.00
Ingresso ore 20.30 – Sipario ore 21.00

Info e prenotazioni:
Compagnia Salvatore Della Villa 327.9860420/320.7448447 salvatoredellavilla.teatro@gmail.com

 

 

 

 

Carla Falcone

Giornalista e copywriter freelance, consulente per alcune aziende.

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